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Recensioni
Suzuki GSX 650 F PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 17 Febbraio 2009 12:34


La Suzuki GSX650F si presenta con le credenziali giuste per essere una moto adatta a chi ricerca la sportività ma senza rinunciare alla versatilità che spesso manca proprio alle supersport.


Le linee sono moderne e derivate direttamente dalla GSX-R, con un look che non perde in aggressività ma che, contemporaneamente, risulta essere molto più confortevole e guidabile anche in condizioni leggere.


Il motore della GSX650F è un quattro cilindri a 4 tempi con distribuzione bialbero in testa. L’alimentazione è ad iniezione diretta con doppia valvola a farfalla, di cui la prima viene controllata dal conducente e la seconda regolata dalla centralina.


Merita un approfondimento la presenza del sistema ISC. Il sitema ISC si occupa di controllare la quantità d’aria che l’iniezione richiede, in modo da regolarizzare l’accensione e ridurre le emissioni inquinanti, per poter rientrare nelle normative antinquinamento Euro 3.


Il telaio è a doppia culla, in acciaio tubolare. La forcella è a steli tradizionali da 41 mm di diametro, regolabili nel precarico della molla. L’ammortizzatore è collegato alla forcella da un sistema di bracci progressivi.


I cerchi sono in lega su copertoni Bridgestone da 120/70-17 all’anteriore e 160/60-17 al posteriore. L’impianto frenante è rappresentato da una coppia di dischi flottanti, con pinze Tokiko a quattro pistoncini all’anteriore, mentre posteriormente troviamo il disco singolo da 240 mm di diametro, con pinza Nissin a pistoncino.


La sella è posizionata a 770 mm da terra, posizione che, accanto al manubrio rialzato ed alle pedane più basse, concorrono a conferire alla Suzuki GSX650F un comfort senza precedenti in una moto di questo genere.


Ancora non comunicato il prezzo, la Suzuki GSX 650 F uscirà a gennaio del 2008.

Ultimo aggiornamento Martedì 17 Febbraio 2009 12:35
 
Yamaha R6 Limited Edition PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 10 Febbraio 2009 13:34

Yamaha R6Le grandi vittorie del mitico Kenny Robert, così come l’inaspettata e fenomenale vittoria di Valentino Rossi nel 2005, sulla sua M1. Entrambi i trionfi delle Yahamaha portavano addosso i colori giallo, bianco e nero. Ed allora l’idea è quella di utilizzare i colori della vittoria portandoli di forza dalla pista alla strada, cucendoli addosso alla Yamaha R6 Limited Edition. Una moto per pochi fortunati, visto che sarà prodotta in soli 500 esemplari, i cui fortunati possessori potranno aggiudicarsela con 11.390 euro.

Non solo i colori del modello da pista, ma anche molte soluzioni tecniche della M1 sono state immesse nella R6. A partire dal controllo elettronico del corpo farfallato, di tipo YCC-T. Un sistema in grado di ottimizzare il rapporto tra la velocità di rotazione del propulsore, il flusso di aria in aspirazione e curva di coppia. In tal modo si ottiene una potenza erogata in modo progressivo e controllato.

Generalmente, quando una valvola di tipo tradizionale si apre in modo improvviso, il carburante che arriva alla testa del cilindro potrebbe essere troppo, andando ad influire sul processo di combustione, che divenendo problematico diminuisce le prestazioni. Il sistema studiato dai tecnici Yamaha YCC-T consente, tramite appositi sensori, di elaborare i dati e controllare di conseguenza l’apertura delle valvole a farfalla, garantendo sempre le migliori prestazioni in ogni situazione di giuda.

Il motore che spinge la Yamaha R6 è un 4 tempi DOCH da 600 cc di cilindrata, con 4 cilindri in linea, 16 valvole, che viene raffreddato a liquido. Sviluppa una potenza massima di 127 cavalli a 14.500 giri/min, con misure di alesaggio di 67 x 42,5 mm. I pistoni sono con mantello corto e piuttosto leggeri, lunghi appena 37,5 mm, che consentono alla moto di spingersi a regimi di rotazione decisamente alti.

Il sistema Exhaust Ultimate Powervalve, detto EXUP, già visto su M1 ed R1, garantisce l’efficienza del motore grazie alla regolazione del flusso dei gas di scarico mediante una valvola che agisce a seconda della velocità di rotazione del propulsore. In questo modo sono ottimizzati i rendimenti ai bassi e medi regimi, agendo in modo preventivo sul riflusso del gas.

 

 
Yamaha X City 250 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 10 Febbraio 2009 13:31

Yamaha X CityLa Yamaha X City 250 rappresenta l’ingresso della Yamaha nel segmento degli scooter a ruota alta. Le intenzioni sono bellicose, poichè l’intento è quello di essere protagonista da subito in un segmento di vendite davvero rilevante.

Il Telaio.

Lo scudo si protende in avanti, con alle spalle del parabrezza, il ponte di comando curato nei minimi dettagli. Il tachimetro al centro, a lato il termometro e l’indicatore della benzina, con un display contenente contachilometri, ora, temperatura esterna.

La vista laterale è ben delineata e caratterizzata dalla L che la percorre lungo il tunnel centrale, che ha la parte superiore piatta e non è molto voluminoso.
Il sottosella è capiente e consente di trasportare valigette e oggetti vari, l’ideale per il manager che va al lavoro senza restare impantanato nel traffico.

Le sospensioni sono adeguate al tipo di veicolo. La forcella dispone di una inclinazione di 26°, con avancorsa da 96 millimetri ed una corsa di 100 mm.
La coppia di ammortizzatori posteriori sono idraulici e regolabili su quattro posizioni. Completano le caratteristiche estetiche e di carrozzeria, le gomme da 16 pollici anteriori e da 15 posteriori, attrezzate con pneumatici Pirelli Sport, da 120/70 e 140/70. I freni, a disco, sono da 270 mm anteriori e da 240 mm posteriori.

Il Motore.

Già visto sull’X Max, il motore è un iniezione diretta perfettamente rispondente alle normative Euro 3. Capace di sviluppare una potenza di 21,2 cv a 7.500 giri, con una coppia di 21,5 Nm (a 5.800 giri/min). Il cambio è quello automatico con variatore.

Gamma dei colori e Prezzi.

Tre le colorazioni a disposizione, azzurro con sella in cuoio, nero con sella nera e grigio con sella nera. Il prezzo chiavi in mano è di 4.395 euro, con possibilità, in sovrapprezzo, di aggiungere un portapacchi in alluminio con bauletto e il parabrezza maggiorato, oltre ai deflettori laterali.

Su Strada.

Si mostra agile anche se pilotato da uomini robusti, la sella è configurata in modo da conferire la posizione più comoda anche a chi non è molto alto.
Le ginocchia sono lontane dallo scudo. Uno scooter da 165 kg potrebbe rivelarsi ingombrante, ma non è questo il caso della Yamaha X City, che è estremamente facile da guidare e da spostare, rendendosi abile nello scavalcare le auto forzatamente costrette alla sosta dal traffico metropolitano.

Le curve vengono affrontate bene, sfruttando la sua predisposizione sportiva, specie se sono lente o a medio raggio. Le sconnessioni del terreno vengono assorbite in modo soddisfacente. Il motore è in grado di erogare la sua potenza in modo costante, spinge poco ai bassi regimi per poi scattare agevolmente quando lo si sollecita con richiami veloci dell’acceleratore.

Le vibrazioni sono ridotte al minimo e la velocità massima, di 140 km/h, viene raggiunta e sostenuta nel migliore dei modi. Ovviamente l’ideale è, per sfruttare al meglio questo tipo di motore, mantenere una velocità inferiore a quella massima.

 
Yamaha MT-03 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 10 Febbraio 2009 13:27

Yamaha MT-03Oltre millecinquecento persone l’hanno provata, perchè la Nuova Yamaha MT-03 ha suscitato fin dall’annuncio della sua apparizione nel mercato motociclistico, grande interesse e molta attesa. Il suo look è piacente sin dal primo sguardo, molti particolari che suscitano curiosità ed un rapporto qualità prezzo davvero rilevante. Una moto venduta a 6.490 euro chiavi in mano potrebbe benissimo disporre di una qualità inferiore o di un prezzo ben superiore.

I progettisti della Yamaha hanno lavorato nel migliore dei modi, con tante caratteristiche che sono state studiate addosso a questa MT-03 e solo per lei messi in produzione. Soltanto la parte tecnica, ossia la forcella e l’impianto frenante, non sono originali, visto che sono derivati dalla FZ6. E per chi conosce come funziona la produzione delle motociclette, non è un dettaglio il fatto che sia stato effettuato un tale studio ed un tale dispendio di risorse per una moto entry level.

L’ammortizzatore laterale riesce a riempire, da un punto di vista estetico, il lato debole delle monocilindro. La sella dispoe di due piani e due diversi materiali di rivestimento, i fondelli dello scarico sono realizzati in acciaio satinato. Questi sono alcuni dei particolari tecnici, assieme al forcellone di alluminio ed allo scarico, che caratterizzano la Yamaha MT-03.

La moto è senza dubbio realizzata badando alle prestazioni, ma prima ancora alla qualità complessiva, con dotazioni di serie importanti, quali l’hazard, la leva del freno regolabile e l’immobilizer. La trasmissione della MT-03, rispetto alla concept presentata due anni orsono, è a catena.

Il propulsore è un monocilindrico da 660 cc, iniezione, con un telaio a diamante con ammortizzatore laterale di rinforzo. Diversa la mappatura della centralina rispetto a quanto visto sulla XT-X. Lo scarico è catalizzato, ed è a norme Euro 2. I rapporti sono sufficientemetne corti ed in grado di fornire vivacità alla moto. Sono 45 i cavalli di potenza a 6.000 giri, mentre la coppia è di 56,2 Nm (a 5.250 giri/min). Sono 174,5 i kg di peso, con un’altezza di sella di 805 millimetri.

Le dimensioni sono dunque compatte, come mostra anche l’interasse di 1.420 mm. La distribuzione del carico avviene nelle proporzioni 51% (anteriore) e 49% (posteriore).

Esteticamente quindi la Yamaha è in grado di attirare l’attenzione di tutti gli appassionati, specie quelli più giovani e con facoltà di spesa limitate. Anche il suo carattere su strada ci ha lasciati soddisfatti: mostra un piglio sportivo e aggressivo. Esteticamente è chiaramente una Naked, ma alla guida appare decisamente più come una motard. Il manubrio largo fornisce impulsi di controllo totale, ed è estremamente facile da guidare, al punto che può essere un’ottima prima moto…

Sul fronte delle prestazioni, c’è da dire che le vibrazioni sono limitate, e solo ad alti regimi. A 5.000 giri/min si percorre una velocità di 115 km/h, mentre a 7.000 quasi senza accorgersene si è già sui 160 km/h. I regimi migliori in cui guidare la Yamaha sono quelli medi e bassi. La velocità massima raggiunta in prova è di 171 km/h.

 
Yamaha Tmax PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 10 Febbraio 2009 13:19

Yamaha TMaxLa Yamaha Tmax, in produzione ormai da 7 anni, ha subito un restyling che coinvolge la ciclistica, la meccanica e, marginamente, l’estetica. Interventi che hanno eliminato gli eventuali difetti presenti nel modello precedente.

Le forme estetiche sono ora più slanciate e sportiveggianti, il parabrezza è più alto e meglio riparante, il telaio è in alluminio con nuove quote, le sospensioni più sportive e gomme da 15 ”.

Il motore ha ricevuto interventi su aspirazione, scarico, centralina, in modo da essere ora più pronto e scattante ad ogni regime di marcia. Il propulsore è 4 tempi, con 499 cc di cilindrata, raffreddamento a liquido, cambio automatico, 43,5 cavalli di potenza.

Lo scooter Yahama Tmax si rende adatto sia per il traffico cittadino che per le lunghe percorrenze, grazie ad una comodità intrinseca. Il peso dello scooter è di 203 kg, per una sella alta 80 cm, 158 cm di interasse, una lunghezza di 219,5 cm. 15 sono i litri di capacità del serbatoio.

Lo Yamaha Tmax è in vendita ad un prezzo di 9.125 euro chiavi in mano.

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Febbraio 2009 13:26
 
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